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Roma, il tabù sembra sfatato: perché ora la fascia destra va bene

Roma, la fascia destra.

Dopo anni di continui problemi in quella zona di campo, la Roma di Ranieri sembra aver trovato finalmente delle soluzioni.

Alessandro Florenzi, da quando esordì in prima squadra all’inizio degli anni Dieci, per la gran parte dei tifosi giallorossi aveva già un destino abbastanza scritto: diventare, dopo Totti e De Rossi, l’ennesimo capitano romano e romanista della storia della Magica.

Era scontato e quantomai romantico, “bello e”, al contrario di come cantava la senese Gianna Nannini, estremamente possibile, se è vero che il terzino destro sembrava tutto tranne che scontento di seguire la strada che i suoi sostenitori avevano già disegnato per lui.

Con la fascia al braccio, invece, Ale disputò solo poche partite, prima di accasarsi, a causa di alcuni problemi con l’allenatore di allora, Fonseca, in Spagna al Valencia, iniziando un peregrinaggio che, dopo la tappa francese di Parigi, lo ha condotto dove si trova ora, su una delle due sponde del Naviglio.

L’ex numero 24 di quella Roma di quasi dieci anni fa, probabilmente, è stato l’ultimo terzino destro in grado di soddisfare le aspettative dei tifosi giallorossi, i quali, da quel preciso momento, non hanno più avuto la fortuna di disporre di giocatori del medesimo livello in quella zona di campo.

Questa lacuna, criticata ed evidenziata aspramente dalla critica, nonostante le faraoniche campagne di mercato dei Friedkin, non è mai stata misteriosamente colmata durante questi anni, costringendo prima Mourinho e poi i suoi successori a trovare delle soluzioni alternative, non di primissimo livello.

Ed ecco, dunque, che i giallorossi hanno tirato avanti schierando calciatori come Karsdorp, Bruno Peres, Maitland-Niles o l’adattato Zalewski, colpevoli di aver reso la fascia destra l’anello debole della Roma.

Anche Zeki Celik sembrava dover essere l’ennesimo di questi flop, ma, invece, Claudio Ranieri potrebbe avergli risollevato la carriera.

La nuova vita di Zeki

Se un anno fa, ma anche semplicemente a Novembre del 2024, qualcuno avesse raccontato ad un tifoso romanista che, in vista di un big match, il popolo giallorosso avrebbe gioito per il probabile rientro di Celik da un infortunio, questo, probabilmente, lo avrebbe preso per matto.

Ciò, dunque, evidenzia in maniera indiscutibile come il rendimento del difensore turco, reduce dal bel campionato europeo di quest’estate, si sia alzato esponenzialmente, grazie alla fiducia che Claudio Ranieri gli ha messo a disposizione.

Oltre a donargli serenità, però, il tecnico di Testaccio ha operato anche un radicale cambiamento di posizione al ragazzo del ’97, scegliendo di non schierarlo più solo sulla fascia, ma di porlo come braccetto della difesa a 3, responsabilizzandolo maggiormente in fase di non possesso.

Lo scetticismo, all’indomani di questa decisione, albergava nella maggior parte degli appassionati, i quali erano dubbiosi riguardo alle qualità in marcatura e anche in impostazione di Celik, in passato già risultate insufficienti e cause di numerosi mali per la Roma.

A queste illazioni e perplessità, invece, il turco ha risposto molto bene, sfoderando, prima di farsi male, delle ottime prestazioni, arrivando perfino a contenere alla perfezione il velocissimo Nico Williams, mattatore della gara di ritorno, nella quale Zeki mancava.

Il numero 19 della Roma, dunque, potrebbe veramente aver trovato la sua collocazione all’interno dello scacchiere tattico giallorosso e ciò lo si deve indubbiamente alle sue capacità, notevolmente migliorate nell’ultimo periodo.

Una grande mano, però, l’hanno data anche i due acquisti arrivati in questa stagione a Trigoria, utili a rimpolpare efficacemente la disastrata fascia destra romanista.

Linfa nuova sulla catena di destra della Roma

Se Claudio Ranieri, con la tranquillità che lo contraddistingue, si è sentito libero di cambiare ruolo a Zeki Celik, rivoluzionandone completamente l’impostazione tattica, gran parte del merito va attribuito al rendimento che Alexis Saelemaekers, da quando è rientrato, gli ha garantito.

Il belga, infatti, appena ha recuperato dall’infortunio di inizio stagione ha iniziato a fornire alla sua Roma gol e assist, risultando imprescindibile sia in attacco che in difesa sulla fascia destra, divenuta definitivamente la sua “rotaia” di competenza.

Piazzato in quella zona di campo, l’ex Milan è estremamente utile nel garantire ampiezza alla manovra giallorossa, oltreché un ulteriore copertura sulle fasce, utile a non stancare troppo proprio Celik nel pressing e nella marcatura a uomo.

Anche l’innesto di Devyne Rensch, però, ha rappresentato uno snodo importante per la rivitalizzazione della catena di destra della Roma, se è vero che, da Gennaio, i giallorossi hanno potuto contare su un panchinaro di lusso, rivelatosi perfettamente adeguato al livello del campionato italiano.

L’olandese, difatti, da quando è approdato nella Capitale, non ha mai demeritato, risultando sempre positivo e molto efficace per la versatilità di cui dispone, grazie a cui può rappresentare sia il sostituto di Alexis sia dello stesso Zeki, scendendo in campo come centrale di destra.

Come avrete capito, dunque, il tabù che soffocava la Roma da ormai molte stagioni sembra finalmente essersi consumato e, se la dirigenza si rivelerà abile nella scelta dell’allenatore e dei nuovi innesti, la catena di destra continuerà a prosperare come sta facendo ora sotto la saggia guida di Sor Claudio.

Foto: facebook AS Roma.

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