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Pisilli, tecnica, grinta e “core”: perché è il futuro della Roma

Pisilli, la sua stagione.

Entrato nelle rotazioni a Settembre, Niccolò Pisilli si è sempre fatto trovare pronto, rendendosi un jolly molto utile.

Quando una persona si trova in difficoltà, quando non sa bene cosa fare per cercare di migliorare la propria situazione, tende ad affidarsi a delle cose o a delle persone che le risultano familiari, simili a lei, in cui, insomma, rintraccia delle caratteristiche in comune.

Daniele De Rossi, nella settimana che passò tra la brutta sconfitta interna contro l’Empoli e la complicata trasferta di Torino contro la Juve, iniziava già pesantemente a sentire il fiato della proprietà sul collo e, dopo due gare tutt’altro che positive, era alla ricerca disperata di una strategia a cui aggrapparsi per frenare l’arrembante, in quel momento, banda di Thiago Motta.

Non fidandosi di chi lo aveva deluso nelle due precedenti uscite, DDR scelse di stupire tutti, premiando lo spirito di sacrificio e la dedizione, oltre che l’attaccamento alla maglia giallorossa, di Niccolò Pisilli, giovane classe 2004 fino a quel momento capace di collezionare solo tre presenze con la Roma.

L’opinione pubblica, considerato i momenti opposti delle due compagini, con l’entusiasmante Juventus reduce dai due 3-0 inflitti a Como e Verona, considerò quella decisione il “canto del cigno” dell’ex capitano romanista, protagonista, secondo lei, anche di un fantomatico litigio con Paredes e Cristante.

In una partita brutta, sporca e molto maschia, Pisilli, sorprendendo tutti, fece un figurone, tenendo alla grande il campo e contribuendo alla prova molto solida della sua squadra, la quale riuscì a tenere lontana dalla propria porta la banda dell’allora lanciatissimo Vlahovic’.

Sono trascorsi sette mesi, due allenatori e, soprattutto, trentacinque presenze complessive da quella gara per Niccolò, il quale, ora, è uno dei pretoriani di Claudio Ranieri, che, sebbene non lo schieri sempre titolare, ne ha compreso la grandissima utilità.

Le qualità di Pisilli

L’espressione che ha accompagnato il giovane centrocampista della Roma durante tutta questa stagione, da quella prima apparizione allo Stadium alle ultime di questa nascente primavere, è stata “de core”.

Quando si pensa a Pisilli, infatti, tornano in mente le immagini dei più giovani Totti, De Rossi, Florenzi, Pellegrini, Bove e, in generale, di tutti quei calciatori che, romani e romanisti, si sono affacciati alla prima squadra con quella faccia pulita ed emozionata che lasciava trapelare tutta la loro voglia di aiutare la causa che avevano sempre amato.

Nonostante questo sia indubitabilmente vero, come il numero 61 dimostra ogni volta che calca il terreno di gioco, Niccolò non è solo un giocatore di sacrificio, di tenacia, ma, al contrario, è un anche un uomo d’ordine, uno che, messo in mezzo al campo, può rendersi utile in vari modi.

Innanzitutto, difatti, il giovane romanista possiede una buona abilità di palleggio, che gli permette molto spesso di eludere bene il pressing avversario, evitando alla propria squadra di lanciare sempre in profondità.

Ha una buona propensione, poi, per l’inserimento e, in generale, per la presenza in zona rete, se è vero che, in varie situazioni, tende a rendersi molto pericoloso nella metacampo offensiva, proponendosi attivamente anche con il tiro da fuori.

In fase di non possesso, infine, aldilà della già citata tenacia, dispone di una grande gamba, che lo rende un’ottima pedina da mettere in pressione sui portatori di palla avversari, i quali, spesso, si percepiscono come affogati dalla grande voglia di Pisilli.

Claudio Ranieri, dunque, non può che apprezzare le qualità di questo ragazzo, che, però, ha fatto alzare un sopracciglio anche a Luciano Spalletti, colui il quale, nell’Ottobre scorso, gli ha permesso di coronare un altro sogno, regalandogli l’esordio con la Nazionale.

No, evidentemente Niccolò non è solo “core”.

La storia si ripeterà?

La gara di domenica sera fra Roma e Juventus, insieme a quella della settimana dopo contro la Lazio, segnerà indelebilmente il futuro della stagione giallorossa, la quale, se ha intenzione di portare in dote un buon piazzamento, non può prescindere da dei buoni risultati in questi due settimane.

La scelta dell’undici iniziale con cui affrontare la compagine di Tudor, dunque, non può che essere complicata per Claudio Ranieri, il quale, dopo un filotto di ben sette vittorie consecutive contro squadre della zona bassa della classifica, punta ad ottenere dei successi anche contro le big del campionato.

Ad oggi, gli indiziati per vestire una maglia da titolare all’Olimpico a centrocampo sembrano essere, aldilà delle critiche dell’ultimo periodo, Cristante e Koné, i quali guarderanno le spalle, molto probabilmente, a due fra Pellegrini, Baldanzi e Soulé.

Per Pisilli, quindi, al momento sembrerebbe non esserci molto spazio, ma l’allenatore della Roma ha dimostrato di volersi sempre divertire a stupire tutti i giornalisti e, perciò, non si può escludere in alcun modo una titolarità dell’ultimo minuto del giovane 2004.

Quest’ultimo, poi, oltre a rappresentare una mossa a sorpresa per la sua presenza in campo, andrebbe a stupire gli avversari anche per la sua posizione, visto che, in stagione, ha ricoperto vari ruoli all’interno del 3-4-2-1 di Ranieri.

Nonostante ciò che affermano le notizie da Trigoria, quindi, le possibilità che la storia si ripeta, che Pisilli scenda nuovamente sul terreno di gioco dal primo minuto contro la Juventus, non sono così basse e, anzi, conoscendo Sor Claudio, potrebbero improvvisamente farsi molto alte.

Foto: facebook AS Roma.

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