Oggi 9 anni fa si spegneva una delle più brillanti menti calcistiche di tutti i tempi, il profeta del calcio, Johan Cruyff.
Nato il 25 aprile 1947 ad Amsterdam, divenne orfano di padre a soli dodici anni. La madre, lo iscrisse alle giovanili dell’Ajax alla stessa età. Era magrolino, con le caviglie malconce eppure vedeva spazi e gioco dove non li vedeva nessuno. In cinque anni, esordisce in prima squadra, da giovanissimo, a soli 17 anni.
“Ha una visione geometrica del mondo, in cui è capace di entrare e uscire con dei cambi di direzione a una velocità che non sono sostenibili calcisticamente. “Pitagora in scarpe da calcio.”
Così parla Federico Buffa di Johan Cruyff, l’unico uomo capace, rimanendo in borghese di fare la rivoluzione due volte, con la testa e con i piedi.
Guardiola di lui ha detto: “Non sapevo nulla di calcio prima di incontrare Cruyff.”
L’olandese ha portato in alto una squadra, e una nazione, arrivata a giocarsi una finale di Coppa del Mondo. Una nazione guidata da un’idea, quella del calcio totale, che aveva nel numero 14 il suo più grande interprete.
“Se avesse voluto, avrebbe potuto essere il miglior giocatore, in ogni posizione del campo”. Così si esprimeva su di lui Eric Cantona, un altro grande genio sopra le righe.
Tre volte pallone d’oro, prima del dominio di Cristiano Ronaldo e Messi, c’era lui. Sei titoli di lega, due di coppa e tre coppe europee (1971, 1972 e 1973) a cui si aggiunge la Coppa Intercontinentale del 1972.
Nel 1973, come farà Messi ha indossato la maglia blaugrana con cui ha vinto anche una Liga. Non sono però i titoli a quantificarne il valore. Sono le sue gesta, in campo, e fuori a spiegare a chi non l’ha visto chi era Johan Cruyff, cos’era Johan Cruyff.
L’olandese è stato un profeta, a lui si deve la costruzione della Masia, da cui ha poi pescato il genio forse più vicino al suo: Pep Guardiola. A lui infatti si deve l’intuizione di costruire i campi del centro giovanile dei catalani vicino a quelli della prima squadra.
Un chiaro scopo, diffondere a tutti i livelli del club la propria visione non soltanto del calcio, ma del mondo intero.
Da allenatore, con Pep in campo ha vinto la prima Coppa Campioni nella storia blaugrana, battendo la Sampdoria dei gemelli del gol. La rete decisiva? Un altro olandese, che sarebbe stato perfetto per la nazionale del 1974, Ronald Koeman.
Prima che un visionario, un genio e un allenatore Cruyff è stato un Amsterdammer dallo spirito indomito e ribelle. Uomo capace di rivolgersi a un giovane Jorge Valdano dicendogli: ‘Ragazzino, a ventun anni a Cruyff si dà del lei.
Johan Cruyff è stata la cosa più elegante mai vista su un campo da calcio, portato via da una malattia, davanti a cui neanche un genio come il suo ha potuto difendersi.