Francesco Perrotta, ha recentemente lasciato la Serie C per scendere in Serie D, raccontando la sua esperienza a DoppioPasso Podcast.
Durante l’intervista, registrata presso OwnideaStudio, ha parlato delle motivazioni dietro la sua decisione e degli effetti che questa scelta ha avuto sulla sua carriera e sulla sua vita personale.
Perrotta non ha esitato a spiegare il motivo principale della sua decisione: la voglia di giocare e di divertirsi.
“Ho deciso di scendere di categoria dalla Serie C alla Serie D perché sostanzialmente non giocavo. Questa scelta l’ho fatta perché ho voglia di divertirmi, di giocare e di godermi i miei 20 anni.”
Un’affermazione che racchiude la sua determinazione nel vivere il calcio non solo come una professione, ma anche come una passione da coltivare senza troppe pressioni.
Nel calcio moderno, sempre più spesso i giovani talenti si trovano intrappolati in situazioni in cui il minutaggio in campo è ridotto al minimo.
Restare in una categoria superiore senza la possibilità di giocare può essere frustrante e dannoso, non solo dal punto di vista tecnico e atletico, ma anche mentale.
Perrotta ha capito che la sua crescita non poteva essere ostacolata dalla panchina e ha preferito una strada meno glamour ma più soddisfacente sul piano personale.
Uno degli aspetti più interessanti della scelta di Perrotta è la sua consapevolezza dell’importanza dell’errore nel percorso di crescita di un calciatore.
“Bisogna avere l’occasione di sbagliare, questa è una cosa fondamentale.” Una riflessione che va controcorrente rispetto a una visione del calcio sempre più orientata alla perfezione e alla ricerca del risultato immediato.
In Serie D, Perrotta può esprimersi con più libertà, senza il peso di dover dimostrare tutto e subito.
Questo gli permette di migliorare il proprio gioco, di sperimentare e di sviluppare la sua identità calcistica in un ambiente meno opprimente.
Non si tratta di un passo indietro, ma di un passo laterale, utile per ritrovare fiducia e serenità.
Francesco Perrotta: “Le pressioni restano, ma con una nuova consapevolezza“
Uno degli aspetti che emergono con più forza dalle parole di Perrotta è il valore della felicità nel calcio.
“Questa scelta ha dato i suoi frutti soprattutto a livello mentale perché sono più sereno e felice.” Troppo spesso si tende a considerare il calcio solo in termini di prestazioni e risultati, dimenticando che dietro ogni giocatore c’è un ragazzo con emozioni, sogni e paure.
La pressione di dover sempre dimostrare il proprio valore può essere schiacciante, specialmente per un giovane.
Trovare un ambiente in cui sentirsi a proprio agio, dove il gioco resta un piacere e non solo un obbligo, può fare la differenza nel percorso di un calciatore.
Perrotta sembra aver trovato questa dimensione in Serie D, dove può esprimersi senza l’ansia di dover costantemente giustificare la sua presenza in campo.
Nonostante il cambio di categoria, Perrotta ammette che le pressioni non sono scomparse del tutto.
“Le pressioni non cambiano.” Tuttavia, ciò che è cambiato è il suo approccio nei confronti del gioco. La scelta di scendere di categoria non è stata una fuga dalle difficoltà, ma un modo per affrontarle con una mentalità diversa.
In un sistema calcistico in cui spesso si dà più importanza al prestigio della categoria piuttosto che alla crescita individuale dei giocatori, la scelta di Perrotta è un segnale di maturità e di consapevolezza.
Dimostra che, a volte, per andare avanti bisogna prendersi il tempo di fermarsi e riflettere su ciò che conta davvero.
L’esperienza di Perrotta può essere un esempio per tanti giovani calciatori che si trovano nella stessa situazione. La carriera di un atleta non è sempre lineare, e avere il coraggio di prendere decisioni difficili, mettendo al primo posto la propria crescita e il proprio benessere, può fare la differenza.
Nel calcio, come nella vita, non sempre la strada più veloce è quella migliore. A volte, scegliere un percorso diverso può portare a una crescita più solida e consapevole.
Francesco Perrotta ha scelto di essere padrone del proprio destino, dimostrando che il successo non è solo questione di categoria, ma di passione, determinazione e felicità.
(Fonte foto: IG Francesco Perrotta)