L’attaccante dell’Atalanta, dopo la polemica con il suo allenatore, è ritornato a fornire ottime prestazioni.
Attaccare pubblicamente un proprio giocatore, nella maggior parte dei casi, non è mai ritenuta una buona mossa, specialmente dopo che quest’ultimo ha sbagliato un calcio di rigore.
Gianpiero Gasperini, come sempre poco interessato alle chiacchiere dei media e dei tifosi, non ha avuto, invece, problemi a criticare aspramente Ademola Lookman dopo il rigore fallito in Champions League, definendolo “il peggior rigorista che avesse mai visto”.
Ovviamente, appena l’allenatore dell’Atalanta si è lasciato sfuggire queste dichiarazioni, il web e, in generale, il mondo del calcio ha iniziato a scatenare il solito polverone mediatico, dal quale è scaturita la quasi certa partenza di uno dei due da Bergamo al termine della stagione.
L’intervista successiva del tecnico piemontese, poi, non ha sicuramente gettato acqua sul fuoco, se è vero che Gianpiero ha ammesso di non voler rinnovare il contratto con la Dea, in scadenza nel 2026, aprendo il valzer delle chiacchiere riguardo il suo futuro.
Intanto, però, l’Atalanta ha proseguito la sua rincorsa alla testa della classifica, distante ancora quattro punti e, nelle tre gare disputate dopo la cocente sconfitta contro i belgi, proprio il criticato Lookman si è ripreso il proscenio, realizzando le reti utili a regalare le importanti vittorie contro Empoli e Juventus.
Che Gasp abbia fatto bene ad attaccarlo?
Atalanta, hai uno psicologo per allenatore?
Che il calcio, al pari di tutti gli altri sport, non sia una disciplina che si vince solo per mezzo della tecnica è scontato e, proprio per questo, sempre più società iniziano ad assumere veri e propri professionisti per curare anche l’aspetto mentale dei propri giocatori.
Gli allenatori, poi, storicamente vengono considerati molto spesso degli psicologi, capaci, tramite le loro dichiarazioni e le loro mosse mediatiche, di condizionare la testa dei propri calciatori, andando a spronarli in diverse maniere.
Il sottoscritto ritiene, praticando anch’egli uno sport di squadra, che quanto affermato sopra è sicuramente in larga parte vero, visto che il tecnico di una squadra ha un ruolo determinante all’interno di essa, che, se organizzata ed unita, lo vede come un condottiero da seguire.
Nonostante ciò, personalmente sostengo anche che Gasp, sebbene negli anni abbia spesso dimostrato tutte le sue doti empatiche con i giocatori, riuscendo a far crescere numerosissimi giovani o a raddrizzare le carriere di molti giocatori, questa volta non abbia calcolato le proprie parole con molta lucidità.
Mi spiego meglio: non mi è sembrato che l’allenatore dell’Atalanta, quando si è presentato in conferenza dopo la brutta eliminazione contro il Brugge, abbia attaccato in quella maniera il proprio attaccante per ricavarne una qualche risposta in campo, ma, al contrario, perché era semplicemente molto arrabbiato con lui.
Gianpiero ha parlato di getto, innervosito da un atteggiamento di Lookman probabilmente ritenuto da lui presuntuoso e contro i precetti imposti in allenamento.
Definirlo uno psicologo per il rendimento successivo alle sue parole di Ademola, dunque, a mio parere è abbastanza superficiale, ma, indubbiamente, non si può non notare come il numero 11 abbia ricominciato a trascinare la sua Atalanta.
Insomma, volente o nolente, Gasp potrebbe aver cavato un bel coniglio dal cilindro…
Foto: facebook Atalanta BC.