Oggi niente Serie A o calcio europeo, oggi voliamo dall’altra parte del mondo, oggi puro fútbol. Oggi vi proveremo a raccontare chi é Adrian “Maravilla” Martinez e perché é così affascinante la sua storia.
Adrian detto “Maravilla“, meraviglia in spagnolo, Martinez è un calciatore argentino del Racing Club, in Argentina.
Nasce a Campana, un paesino di 90 mila abitanti in provincia di Buenos Aires, la sua carriera calcistica non inizia come quelle a cui siamo abituati, Martinez non fa le giovanili in nessuna squadra professionistica, eccetto una breve parentesi a 17 anni con il Villa Dalmine.
Sin da piccolo si allena e gioca nel suo quartiere, prima della sua esplosione calcistica -ma su questo ci arriviamo dopo- ha giocato con i dilettanti del Club Las Aciacas il cui presidente è sua madre.
Dalla prigione al gol al River Plate
A ventuno anni Martinez non è ancora riuscito ad affermarsi in ambito sportivo, oltre a giocare fa il cameriere. Nel 2014 muore suo fratello a causa di una sparatoria. Martinez, sua mamma e suo papà finiscono in carcere per sei mesi con l’accusa di aver dato fuoco alla casa dell’aggressore. Dopo sei mesi viene provata la loro innocenza e vengono scarcerati.
I mesi in carcere toccano profondamente Martinez. In carcere inizia a leggere la bibbia e diventa credente, tanto da affermare in una intervista al “Enganche” quanto segue:
“Grazie a Dio sono riuscito a uscire dopo sei mesi, perché la causa era grave: ci accusavano di avere armi da fuoco, di sequestro, di istigazione all’incendio. Abbiamo presentato le prove. Sono andato in ospedale per chiedere le telecamere e dimostrare che eravamo stati con mio fratello e non nella casa che è stata bruciata. A quel punto avevamo tre avvocati e 30 testimoni che hanno confermato ciò che stavamo dicendo“
A 22 anni ritorna a giocare a calcio, in Primera C, la nostra terza serie. Da qui inizia la sua storia, passa all’Atlanta con la quale purga il River Plate.
I suoi trasferimenti non finiscono qui, dopo tre anni con l’Atlanta si trasferisce in Paraguay, veste le maglie di Sol de America, Libertad e Certo Porteño.
Nel 2020 il suo nome viene scolpito nella storia, vince la Copa de Paraguay con una doppietta inflitta ai danni del Guarani.
Nel 2022 si trasferisce in Brasile. L’anno successivo torna in Argentina per vestire la maglia della neo-promossa Instituto de Córdoba.

L’esplosione totale di Adrian “Maravilla” Martinez
L’approdo in Primera Division Argentina fa bene a Adrian Martinez, quattro gol nelle prime sette giocate con la stessa squadra che aveva lanciato Paulo Dybala. L’unica differenza? Adrian Martinez ci è arrivato sulla soglia dei 31 anni.
Arriva nel gennaio del 2023 come svincolato e fa 18 gol in 41 presenze. Nell’aria si sente che quel ragazzo, oramai uomo, ha fame, in Sud America direbbero “garra”. Questa garra charrua non passa inosservata nemmeno al Racing Club che, dopo aver subito gol da “Maravilla” – così come Boca, Independiente e molte altre – decide di non lasciarsi sfuggire il bomber.
Nel gennaio 2024 approda al Racing Club, ritorna in provincia di Buenos Aires e l’aria di casa si fa sentire. Gioca 49 partite e segna 30 gol, fornisce anche 9 assist qua e là. Con il Racing vince una Coppa Sudamericana e vince anche il titolo di capocannoniere.
Il 2025 è iniziato da poco ma “El Maravilla” Martinez ha già portato un nuovo trofeo a casa. Il Racing ha vinto la Recopa Sudamericana e Martinez ha festeggiato timbrando il cartellino in uno dei quattro gol inflitti tra andata e ritorno, in finale al Botafogo.
In campionato invece come va? Sette partite, cinque gol. Non va affatto male.

Cosa ci insegna Adrian Martinez?
Adrian “Maravilla” Martinez è la dimostrazione vivente che il tempo è un’illusione, che non esiste un percorso prestabilito e che il successo non ha una data di scadenza. La sua è la storia di chi ha visto il sogno sfuggire tra le dita più volte, di chi ha dovuto lottare per la propria innocenza prima ancora che per un pallone, di chi ha sentito il sapore amaro del fallimento senza mai permettergli di diventare definitivo.
Ai 21 anni serviva ai tavoli, ai 22 ricominciava dalla terza divisione, a 31 diventava capocannoniere con il Racing e oggi, nel 2025, è un simbolo di riscatto.
Non è mai stato il giovane prodigio con il futuro scritto, non è mai stato l’attaccante da copertina a 18 anni, ma ha atteso. E nel frattempo ha corso, ha sofferto, ha segnato.
La sua storia insegna che non conta quanto tempo impieghi per arrivare, conta solo che tu non smetta di correre nella maratona che è la vita. Ci insegna che ogni notte buia ha il suo mattino, che ogni battaglia può lasciarti a terra, ma solo tu decidi se rialzarti. Martinez ha aspettato il suo momento, ma non con le mani in mano. Lo ha costruito, lo ha inseguito, lo ha afferrato.
E allora, per chi si sente in ritardo, per chi pensa di aver perso il treno, per chi ha visto troppe porte chiudersi in faccia: guardi la storia di Adrian Martinez. Il destino non sempre è immediato, ma quando arriva, se hai saputo resistere, ti ripaga con gli interessi. La “Maravilla” di saper aspettare
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Foto Instagram: @adrian.martinez52