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Roma, Manu Koné e il suo strano momento: che è successo?

Roma, Manu Koné e il suo momento.

Durante le ultime settimane, stanno circolando delle fastidiose voci intorno al centrocampista francese della Roma.

Lunedì 4 Marzo, di ritorno da una trasferta in terra marchigiana, il sottoscritto si accingeva a scrivere un pezzo riguardo al grande impatto che Khepren Thuram e Manu Koné, centrocampisti rispettivamente di Juventus e Roma, avevano avuto sulla Serie A, imponendosi come due fra i migliori nel loro ruolo.

A distanza esattamente di quattro settimane, di fatto un mese dopo, se il fratello di Marcus sembra aver visto confermato il suo status di assoluto leader della nuova Vecchia Signora di Tudor, il calciatore transalpino in forza ai giallorossi ha perso qualcosa.

E’ successo tutto improvvisamente, ma estremamente sottotraccia: non ci sono state dichiarazioni esagerate o post strampalati sui social, ma, al contrario, Ranieri ha smesso di schierare con la frequenza di prima il giocatore, scegliendo di tenerlo in panchina anche in alcune gare molto importanti.

A Bilbao, per esempio, in un catino particolarmente ribollente come San Mames, il tecnico di Testaccio scelse di affidarsi a Bryan Cristante, confidando nella sua esperienza europea con la Roma e preferendolo a Koné, dato per favorito per una maglia da titolare fino a pochi minuti dall’annuncio delle formazioni.

Da quel momento, il numero 17 ha visto di meno il campo e, nelle circostanze in cui gli è capitato, non è sembrato convincente come nella prima parte di stagione, quando, in mezzo a tante difficoltà, aveva rappresentato una delle poche note positive della stagione romanista.

A otto giornate dal termine e con sei scontri diretti da giocarsi, dunque, Claudio Ranieri deve trovare il modo di reintegrare al meglio questo calciatore, facendolo tornare “al centro del villaggio” e permettendogli di riguadagnare la fiducia che, da quando è a Roma, lo ha quasi sempre accompagnato.

Il calo di Koné

Il termine di paragone più adatto al Manu Koné ammirato nella prima parte di stagione, probabilmente, era è un carro armato, uno di quei mezzi corazzati che, incuranti del fango, delle mine o di qualunque altro ostacolo, avanzano imperterriti in ogni territorio, sfondando le barriere nemiche.

Sia a guardarlo in televisione che ad osservarlo dal vivo, infatti, l’impressione che il centrocampista della Roma forniva era quella di una vera forza della natura, irresistibile per la maggior parte dei propri avversari, i quali, spesso, non trovavano la via per riuscire a fermarlo.

Il vantaggio del francese, quindi, era, aldilà delle buone qualità tecniche e di palleggio mostrate, soprattutto di natura fisica, se è vero che i muscoli e la struttura atletica di cui dispone il numero 17 sono abbastanza irrintracciabili nel nostro campionato.

La sensazione, dunque, è che dietro a questo calo di rendimento, sopraggiunto dopo un’infinità di partite disputate consecutivamente, ci sia una normale flessione a livello fisico, inevitabile anche per il migliore degli atleti dopo una stagione così lunga e faticosa.

Claudio Ranieri, quindi, potrebbe aver scelto di dargli un po’ più di riposo proprio per questo motivo, affinché, in vista delle decisive partite che attendono la Roma, la stanchezza che attanaglia Manu in questo momento possa definitivamente sparire nel momento decisivo della stagione.

Forse, però, il momento di Manu non è dovuto solo a questo.

Roma (te fa ‘na) capoccia…

Che quella della Capitale sia una piazza complicata è abbastanza indubbio e, da ormai tanti anni, in molti hanno iniziato a teorizzare che un motivo della scarsa vena vincente delle sue due squadre sia dovuta anche a questa caratteristica peculiare.

Essere un giocatore, un allenatore, un dirigente o un presidente di Roma o Lazio, infatti, è uno dei compiti più ardui che esistono sulla Terra, se è vero che il tuo operato, ad ogni ora, è passato al vaglio da migliaia di tifosi, capaci di reagire in maniera esasperatamente positiva o negativa per ogni movimento che ti azzardi a compiere.

E’ naturale, dunque, che chi non è abbastanza abituato a sopportare questo genere di pressione mediatica si possa ritrovare in grande difficoltà in alcuni momenti, quando, nonostante il malcapitato sia reduce da una buona stagione, quest’ultimo appare improvvisamente stanco, svogliato e, improvvisamente, “‘na pippa”.

Secondo il parere di chi scrive, dunque, una delle cause che potrebbero esserci dietro al calo di rendimento di Manu Koné, il quale, va comunque sempre ricordato, ha appena ventitré anni, sta da ritrovarsi nelle critiche che, dopo una o due prestazioni al di sotto della norma, gli sono piovute addosso.

Non è semplice sopportare tutto questo, specialmente se, come il sottoscritto ritiene, la flessione è dovuta quasi del tutto a dei problemi di naturale stanchezza fisica, inevitabili per un centrocampista come il francese, abituato a giocare tutte le partite e al massimo della sua energia.

Al numero 17, allora, in questo frangente non servono altro che serenità e tranquillità, utili a ritrovare la forma fisica e mentale migliore in vista dei prossimi impegni, nei quali, senza ombra di dubbio, la Roma di Ranieri avrà sicuramente bisogno del suo corazziere in mezzo al campo.

Foto: facebook AS Roma.

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