Dopo la vittoria con il Cagliari, la Roma ottiene ancora una volta il successo grazie ad una rete del numero 11 ucraino.
“Guarda che carro armato quel centravanti!”. “Missile spaventoso!”. “Ecco la bomba!”.
Il lessico della guerra, come quello di molti altri ambiti semantici, da sempre ha ispirato il mondo della comunicazione calcistica, la quale, servendosi di alcune espressioni tipiche del gergo militare, ha raccontato delle semplici gare di calcio attribuendogli anche dei significati ulteriori.
Che poi, a volerci ben pensare, il calcio, così come tutti gli altri sport, è l’unica forma virtuosa di guerra, quella in cui, sebbene ci siano due avversari intenti a sconfiggersi l’un l’altro, alla fine della contesa nessuno ci rimette la vita, ma, anzi, stringe la mano al proprio antagonista.
Deve pensarla così anche Artem Dovbyk, sebbene in questo momento, probabilmente, la guerra è l’ultima cosa di cui vuol sentir parlare, ricordandosi di come il suo paese sia sotto i bombardamenti da tre anni a questa parte, senza che nessuno sia ancora riuscito a intavolare un qualche accordo di pace.
E’ una situazione delicatissima per il centravanti della Roma, il quale, soprattutto a livello emotivo, sembra assai scosso da quello che sta succedendo in Ucraina, nazione in cui vivono ancora molti dei suoi cari, sottoposti ogni giorno ai rischi che un conflitto comporta.
Ecco perché, nonostante ieri sera abbia segnato un’altra rete molto importante nel computo totale della stagione giallorossa, Artemio, come l’hanno ribattezzato i romanisti, non ha praticamente esultato, limitandosi a sfogare la sua rabbia in un urlo liberatorio.
“Libertà va cercando” sì questo ragazzo, ma anche e soprattutto un po’ della serenità che si merita e che ieri, grazie alla sua marcatura, ha donato alla sua Roma.
L’importanza dei gol di Dovbyk per la Roma
Da quando è approdato in Italia, quello di ieri sera, per Artem Dovbyk, ha rappresentato l’undicesimo centro in Serie A, arrivato grazie ad una bella azione personale sulla destra, culminata con il tiro potente e rasoterra con cui ha trafitto Falcone.
In particolare, però, questa rete ha regalato tre punti importantissimi alla Roma, la quale ora, nelle ultime otto partite, ha davanti a sé delle gare complicatissime, se è vero che sei di questi scontri diretti la vedranno opposta ad altrettante compagini che militano nella colonna di sinistra della classifica.
Un altro uno a zero, dunque, che si va a sommare a quello di Cagliari di due domeniche fa e agli altri ottenuti sotto la guida di Claudio Ranieri, che, senza dare per forza ad ogni giro delle dimostrazioni assolute di forza, ha guadagnato così tanti punti da permettere alla propria squadra di diventare la migliore del 2025.
Dovbyk, a livello di marcature, ha sicuramente dato una grandissima mano: dall’inizio del campionato, infatti, al netto di molte prestazioni sotto la sufficienza, il centravanti ucraino ha permesso ai suoi di portare a casa ben quindici punti con le sue reti, risultando spesso decisivo per vincere o “di corto muso” o pareggiare sul filo del rasoio.
Nonostante, dunque, delle performances non sempre straordinarie, dunque, il numero undici sta comunque avendo un impatto abbastanza evidente sulla stagione giallorossa, di cui, ora che manca anche Paulo Dybala, vuole diventare il protagonista assoluto nelle ultime giornate, guidando la Roma ad un’insperata e miracolosa qualificazione alla Champions League.
Secondo il parere di chi scrive, però, la stagione in cui potremo ammirare Artem al meglio delle sue possibilità non è quella corrente, ma, al contrario, quella che inizierà ad Agosto.
La pazienza è la virtù dei forti
Il primo anno in Serie A, da sempre, per chi proviene da altri campionati, eccetto incredibili sorprese, è sempre abbastanza complicato ed è frequente che anche i colpi più onerosi del mercato estivo vi trovino delle difficoltà d’assestamento all’inizio.
Già dal secondo anno, però, nella maggioranza dei casi la situazione cambia, visto che, con un anno di esperienza alle spalle, il giocatore in questione tende ad aver compreso quale sia il modo di giocare nel nostro campionato e, di conseguenza, vi si riesce ad adattare.
Personalmente, sono abbastanza certo che Dovbyk, qualora non dovesse scegliere di abbandonare la Roma in estate, decisione che mi sembra abbastanza lontana dalle sue intenzioni, disputerà una stagione molto migliore di quella attuale a partire da questo Agosto.
Per uno che era abituato alle difese della Liga, molto aperte per usare un eufemismo, il calcio tattico e spesso, proprio per questo, molto bloccato che si gioca da noi non poteva che essere ostico nella fase iniziale, ma, arrivati già ad Aprile, l’ucraino sta iniziando a mandare dei segnali confortanti.
E’ ovvio, però, che per permettere di rendere al massimo a questo ragazzo, che, come si può benissimo notare osservandolo in campo, non sta vivendo uno dei periodi migliori della sua vita, è assolutamente necessario esercitare tanta pazienza, nonostante, a volte, si faccia fatica ad averne.
Artem ha bisogno sì di qualcuno che lo sproni a migliorare, ma anche di qualche d’un altro che lo coccoli e gli infonda serenità.
Roma non è, forse, la piazza più indicata per questo tipo di processo, ma Dovbyk ha già dichiarato di trovarcisi molto bene e, proprio per questo motivo, è d’obbligo avere fiducia in quello che questo ragazzo potrà dare in questo finale di campionato e, soprattutto, nella prossima stagione.
Foto: facebook AS Roma.