Igor Tudor: Il tecnico croato alla guida dei bianconeri, tra emozione e idee chiare: “Darò tutto per questo club”
È ufficialmente iniziata l’era Igor Tudor alla Juventus. Il tecnico croato, scelto per guidare i bianconeri in questa nuova fase, si è presentato puntuale nella sala stampa dell’Allianz Stadium. Accompagnato dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli e dal CEO Maurizio Scanavino, Tudor ha delineato il suo piano per riportare la squadra al successo.
Il debutto ufficiale è fissato per sabato alle ore 18, quando la Juventus affronterà il Genoa in casa. Sarà una prima prova importante per il tecnico, che ha avuto poco tempo per lavorare con il gruppo al completo. Infatti, a causa degli impegni internazionali, Tudor ha potuto svolgere i primi allenamenti con una rosa ridotta. Solo ieri, con il rientro di giocatori come Koopmeiners, Kolo Muani, McKennie e Weah, ha potuto avere una visione più completa della squadra, eccezion fatta per Adzic, ancora assente.
Igor Tudor: “L’appartenenza non basta, servono lavoro e sacrificio”
Uno dei punti centrali del discorso di Tudor è stato il concetto di appartenenza alla Juventus. Sebbene sia un valore importante, il tecnico ha sottolineato come non sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi. “Non basta sentirsi parte della squadra, altrimenti basterebbe prendere il più grande tifoso. È necessario lavorare su tutti i fronti, motivare i giocatori e farli rendere al massimo”, ha spiegato.
Tudor ha anche riservato parole di affetto e stima per Marcello Lippi, ricordando l’importanza dell’allenatore che lo ha guidato durante la sua esperienza da calciatore alla Juventus. “Lippi è l’esempio perfetto di come si gestisce una squadra. A lui devo molto, e rappresenta il massimo per me come allenatore e come uomo”.
Una squadra aggressiva ma equilibrata
Il tecnico croato ha descritto in dettaglio la sua idea di gioco, basata su un equilibrio tra attacco e difesa. “Voglio una squadra che attacchi con cattiveria, ma senza farsi prendere dall’ansia o dalla pressione. Allo stesso tempo, mi piace anche vedere una squadra che sa difendere e che lavora per non subire gol”. Tudor ha aggiunto che il calcio, per lui, deve essere “completo e interessante”, puntando a trovare il giusto mix tra spettacolo e concretezza.
Per quanto riguarda la struttura tattica, Tudor non si è sbilanciato sul modulo preferito: “In carriera ho utilizzato sia la difesa a tre che a quattro, scegliendo sempre in base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Quello che conta davvero è lo spirito di sacrificio e il lavoro che ogni singolo elemento della squadra è disposto a mettere in campo”.
Igor Tudor: Capitano Locatelli e giovani da far crescere rapidamente
Tra le scelte definitive annunciate da Tudor c’è quella di confermare Manuel Locatelli come capitano della squadra. “È un ragazzo con le qualità umane e tecniche giuste per questo ruolo. È responsabile, determinato e rappresenta un punto di riferimento per i compagni”.
Parlando dei giovani, Tudor ha sottolineato la difficoltà ma anche la necessità di accelerare il loro processo di maturazione: “Quando sei alla Juve, devi crescere in fretta. Non c’è spazio per le esitazioni, anche se sei giovane. Qui l’obiettivo è vincere e la cultura del lavoro è la base di tutto”.
Il debutto contro il Genoa: “Sarà una sfida difficile”
Con il Genoa alle porte, Tudor ha parlato della sua prima sfida ufficiale sulla panchina bianconera. “Affrontiamo una squadra forte, ben allenata da Patrick Vieira, un tecnico che stimo molto. Sarà una partita complicata, ma sono certo che i ragazzi daranno tutto per fare una grande prestazione. Il supporto dei tifosi sarà fondamentale per aiutarci in questa sfida”.
Igor Tudor: Vlahovic, Kolo Muani e Koopmeiners: i punti di forza
La rosa della Juventus offre a Tudor molte opzioni interessanti, e il tecnico si è detto entusiasta di lavorare con giocatori del calibro di Dusan Vlahovic e Kolo Muani. “Vlahovic è un attaccante fortissimo, ha tutto quello che serve: velocità, intelligenza, capacità di segnare. Ho parlato con lui, è motivato e pronto a ripartire. Kolo Muani è altrettanto forte, e sono felice di averlo in squadra. Entrambi possono giocare insieme o alternarsi, e questa è una grande risorsa per un allenatore”.
Anche Koopmeiners è stato al centro dell’attenzione: “È un giocatore di grande qualità e con una mentalità vincente. Il mio compito sarà quello di metterlo nelle condizioni migliori per esprimersi al massimo”.
Una nuova Juve, senza paragoni
Concludendo il suo intervento, Tudor ha respinto qualsiasi confronto con il passato. “Non mi interessa paragonare questa Juve con quella di altri allenatori. Voglio che la mia squadra sia il risultato del lavoro quotidiano. Spero che già da sabato si possa vedere un nuovo spirito, ma ci vorrà del tempo per consolidare le nostre idee”.
Con Igor Tudor al timone, la Juventus punta a ritrovare la sua identità e a competere ai massimi livelli. I tifosi attendono con ansia il debutto ufficiale del tecnico croato, sperando che la sua grinta e la sua determinazione possano portare la squadra a nuovi traguardi.