Dopo anni di successi e di incredibile crescita, l’allenatore piemontese sembra abbastanza deciso a lasciare l’Atalanta.
Sembra passato poco tempo da quando Gian Piero Gasperini, dopo aver quasi riportato in Europa il Genoa, si sedette per la prima volta sulla panchina dell’Atalanta, ma, in realtà, da quello storico giorno sono trascorsi ben nove anni.
Nove anni di successi, di una crescita inaspettata e costante, sia a livello tecnico che a livello societario per la Dea, la quale, da piccola squadra di provincia abituata ad alternarsi fra Serie A e B, è diventata definitivamente una delle grandi del nostro calcio, piazzata stabilmente in una delle prime posizioni.
Lo straordinario successo europeo dello scorso anno è l’assoluta certificazione di questo status ormai raggiunto da parte del club bergamasco, il quale, arrivati a nove giornate dal termine, nonostante qualche punto malamente perso per strada, è ancora in corsa anche per lo Scudetto.
Sì, di sicuro sei lunghezze sono molte da recuperare, ma il campionato di quest’anno ci ha abituato a non dare nulla per scontato e, quindi, nonostante il trionfo orobico sia ad oggi molto difficile da pronosticare, la squadra e l’intera città di Bergamo ci credono ancora, volenterose di scrivere nuovamente la storia.
Anche lo stesso allenatore dell’Atalanta, il tanto chiacchierato Gasp, si è detto non ancora stanco di battagliare e, secondo la sua opinione, la vittoria del titolo è ancora alla portata, raggiungibile concentrandosi al massimo sulle nove decisive gare che lo aspettano.
Gian Piero non vuole darsi per vinto per molti motivi, primo fra i quali la consapevolezza che, molto probabilmente, questa sarà la sua ultima stagione in nerazzurro.
Un addio (quasi) certo
Nonostante cerchi di mascherarlo, secondo il parere di chi scrive, Gasperini non è assolutamente contento di lasciare la sua Dea, la squadra che, anno dopo anno, ha plasmato con pazienza, aggiungendole, ad ogni giro di boa, preziose tessere per andare a formare un mosaico quasi perfetto.
Sì, “quasi”, perché, come lo stesso tecnico piemontese sa benissimo, la perfezione non è stata raggiunta ed è abbastanza complesso che la si potrà ottenere nei prossimi due mesi.
Gian Piero, difatti, sa benissimo che la naturale conclusione di un percorso così lungo e bello, romantico ed emozionante durante tutte le sue fasi, sarebbe la vittoria della Serie A, a certificare una volta per tutte l’enorme bontà del lavoro svolto a Zingonia.
Qualora il Gasp, come sembra molto intenzionato a fare stando a sentire le sue ultime dichiarazioni, dovesse veramente lasciare l’Atalanta, questo progetto finirebbe per non realizzarsi mai, visto che, come già detto nel paragrafo precedente, la Dea è abbastanza lontana da Inter e Napoli.
A mio parere, ciò è un gran peccato: Gasperini meriterebbe di concludere il lavoro che ha iniziato nel 2016 alzando il trofeo nazionale più prestigioso, andando a scrivere una meravigliosa pagina di storia e raggiungendo l’apice di un’ascesa vorticosa, durata quasi un decennio.
Personalmente, sono sicuro che questi pensieri stiano frullando per la testa dell’allenatore di Grugliasco, ma, nonostante questo, la sua decisione riguardo il prossimo anno appare abbastanza definitiva: Gasp molto probabilmente non sarà sulla panchina della Dea l’anno prossimo.
Atalanta, che fare?
“Il suo nome dentro questa notte mette già paura” cantava Lucio Dalla, riferendosi al nome della bambina che, nella canzone omonima, sarebbe nata dall’unione di due genitori divisi dal muro di Berlino, preoccupati riguardo all’avvenire della propria creatura.
Anche le notti dell’Atalanta, probabilmente, nonostante, come già ampiamente spiegato, essa sia ancora in corsa per la vittoria del campionato, saranno turbate da alcuni incubi riguardo l’immediato futuro, ossia quello che arriverà dopo il probabile addio di Gasp.
Quest’ultimo, per nove stagioni, ha rappresentato una calda coperta di Linus nella quale rifugiarsi nei momenti più complicati e da cui trarre la forza necessaria per realizzare imprese mai nemmeno sognate prima.
Ora che questo dolorosissimo addio sta veramente per realizzarsi, ai Percassi non resta che leccarsi con grande tristezza le ferite, tentando, allo stesso tempo, di programmare l’avvio di un nuovo ciclo, il quale, sperano loro, possa portare in dote più trofei rispetto a quello che si sta concludendo.
Il primo passo, ovviamente, sarà quello di trovare un allenatore giusto per l’Atalanta e, probabilmente, questa sarà già la sfida più complicata: i nerazzurri, difatti, avendo lo stesso tecnico da tanti anni, dispongono di un sistema ben rodato, dentro cui alcuni giocatori sono letteralmente nati.
Andare a stravolgere l’organizzazione tattica della squadra, dunque, rischierebbe di segnare la morte tecnica di vari calciatori, i quali potrebbero veramente perdersi senza l’allenatore che li ha partoriti sportivamente.
Quello di De Zerbi, al momento, è uno dei nomi più caldi, ma, con l’esonero dalla Juve, anche quello di Thiago Motta si è fatto più chiacchierato.
La Dea, ovviamente, non si è espressa riguardo a queste voci, ma, conoscendo la sua organizzazione, starà sicuramente valutando con attenzione le sue prossime mosse, cercando di farsi forza nel superare un addio assai doloroso.
Foto: facebook Atalanta BC.